giovedì 14 febbraio 2013

I primi sondaggi storici su astronomi ed astrofili: risultati sorprendenti

Il fatto che astronomi ed astrofili vedono in cielo cose NON facili da spiegare anche dopo analisi adeguate è stato chiarito in modo adeguato grazie a due grandi sondaggi che furono condotti negli Stati Uniti nel 1975 e nel 1980.
Questi sondaggi produssero risultati sorprendenti ed in parte inattesi anche fra quelli che li avevano pensati. In questo post inizierò presentando in sintesi il primo dei due.

Peraltro, già agli inizi dell'estate del 1952, l'astrofisico J. Allen Hynek, che allora era consulente dell'Aeronautica americana per lo studio dei cosiddetti UFO, condusse un'analisi del tutto empirica e riservava fra un numero modesto di astronomi professionisti degli Stati Uniti.

Ottenne risposte da 44 scienziati: 5 ammisero di aver avuto esperienze di osservazione ottica. Non  si trattava di un campione significativo, ma 5 su 44 assommavano ad una percentuale pari all'11% (Hynek, J. Allen. Special Report on Conferences on Unidentified Aerial Objects To Air Technical Intelligence Center - Wright Patterson Air Force Base, August 6, 1952. In: Stegier, Brad. Project Blue Book, New York, Ballantine Books, 1976, pp. 268-285)
Il primo vero grande sondaggio, sul quale mi soffermerò in modo ampio in questo post e che segnò un punto di svolta nelle conoscenze dell'argomento giunse assai più tardi. Fu realizzato nell'estate del 1975 da un astrofisico che è poi diventato uno dei maggiori sostenitori della necessità che questi fenomeni ricevano attenzione da parte del mondo scientifico, ossia il professor Peter A. Sturrock (n. 1924), che allora lavorava all'Istituto per la Ricerca sul Plasma dell'Università di Stanford e che poi sarà il fondatore di una Society for Scientific Exploration, che si occupa della rilevanza del concetto di anomalia per le scienze.  
L'astrofisico Peter Sturrock, autore del sondaggio fra gli astronomi pubblicato nel 1977.


Sturrock rivolse ai membri dell'American Astronomical Society molte domande su cosa pensavano dei possibili Fenomeni aerei non identificati. Gli risposero in 1356.

Non solo c'era in quel momento un atteggiamento di notevole apertura nei confronti della questione, ma 62 di questi, cioè il 4% di coloro che avevano risposto, riferirono di aver osservato ad occhio nudo o strumentalmente fenomeni che non erano riusciti a spiegarsi e che poi descrissero in appositi questionari.
Sette erano casi corredati da fotografie.

Condotto nel 1975, il sondaggio fu pubblicato sotto l'egida del Plasma Institute di Stanford nel gennaio del 1977 (Report on a Survey of the Membership of the American Astronomical Society concerning the UFO Problem, SUIPR Report No. 681, Institute for Plasma Research - Stanford University, California).
Per raggruppare le osservazioni giunte così a sua conoscenza Sturrock usò una serie di categorie.
La prima era quella delle "luci notturne" (in sigla NL). Comprendeva 35 casi. A sua volta essa era divisa in luci puntiformi, luci di dimensioni discrete, luci viste sopra le nubi, corpi discoidali e forme varie. C'era pure un paio di casi in cui i presunti UAP avevano in apparenza emesso dei frammenti ed uno in cui erano stati osservati dei supposti effetti di natura elettromagnetica su degli apparati.
Si trattava comunque di esperienze avvenute sempre in ore di buio.

La seconda categoria (in sigla DO) era quella dei 16 "corpi diurni". C'erano corpi di piccole dimensioni, poi "dischi" ed ancora corpi di forma varia.
La terza categoria (abbreviata in PH) includeva sette casi fotografici o nei quali erano state prese misure fotometriche.
La quarta era quella dei tre casi con rilevazioni radar (siglata RA) e la quinta, infine, quella del solo inseguimento di un UAP con l'ausilio di strumentazioni (detta TR).

In tutto 62 casi - tutti per opera di astronomi professionisti - verificatisi fra il 1948 ed il 1975 sempre negli Stati Uniti con l'eccezione di quattro casi canadesi, due britannici ed uno a testa per Polonia e Cile.


Alcune delle osservazioni erano state fatte a distanza piuttosto ridotta.
Per esemplificare il contenuto dell'elenco ecco tre episodi.

a) Caso NL 29. Intorno alle 21 di un giorno presumibilmente dell'autunno 1952, mentre un astronomo si trovava ad Albany, nello stato di New York e, ancora dilettante, scrutava il cielo dal giardino di casa con un piccolo telescopio, scorse un oggetto volante a forma di crescente, molto luminoso, di colore vianco, dai contorni netti e dall'aspetto solido che si spostava in una porzione del cielo sgombra di nubi con direzione SN. Doveva avere un diametro angolare pari circa al doppio di quello lunare. Il suo moto era assai rapido: da un punto quasi allo zenit ma verso est, scese ad un'elevazione angolare di circa 20° in un tempo compreso fra i 15 ed i 30 secondi. Il corpo era silenzioso e l'astronomo riuscì a inquadrarlo nel campo di un binocolo a 3x, senza peraltro scorgere alcun ulteriore dettaglio. Notò però che la superficie di esso sembrava "rugosa".

b) Caso DO10. Mente l'11 ottobre 1974 un astronomo americano si trovava nei pressi dell'Osservatorio del Sacramento Peak, nel Nuovo Messico, alle 16.10 locali vide transitare in cielo da una distanza che stimò da lui in non più di 400 m un corpo grigio-argenteo opaco di dimensioni angolari pari a 5 o 6 diametri solari che si muoveva in linea retta sullo sfondo delle nubi sino a quando, nell'ultima fase di osservazione, non virò verso l'alto, cambiando un po' l'angolo di visuale permettendo così di vedere una zona più scura nella parte centrale. Infine il corpo accelerò e sparì verso l'alto. Malgrado una distanza relativamente ridotta ed un'accelerazione rapida non udì alcun rumore. Durante l'osservazione il motore del furgoncino su cui l'astronomo viaggiava ed il mangianastri che aveva in funzione cessarono di funzionare.

c)  Caso PH7. Il 26 novembre del 1969, verso le 18.15 locali, a Tucson, in Arizona, un astronomo che era appena uscito in giardino alzò lo sguardo verso il cielo. Era limpidissimo e si scorgevano le stelle sino ad una magnitudine di 4. Volgendo gli occhi verso lo zenit notò un oggetto assai brillanti (magnitudine -3) che si spostava rapidamente verso O. Di colore rosso-arancio, ma assai più di quello di Marte, che era visibile in contemporanea a SO, l'osservatore ipotizzò trattarsi di un satellite con un'orbita bassa, ma gli sembrava un po' troppo veloce. Giunto a 30° circa di elevazione verso O il corpo rallentò sino a fermarsi. Rimase lì per due minuti indebolendo la sua luminosità per circa 30" sino ad una magnitudine -2. Poi tornò brillante ed allora da esso si staccarono altri due corpi luminisi che scomparvero in caduta. Il corpo principale non fu visibile per alcuni secondi. L'uomo tornò in casa per cercare di avvisare per telefono altre due persone, ma senza successo. Dopo circa 5', tuttavia, sua moglie scorse un altro corpo che dallo zenit si muoveva in direzione O. Finalmente l'astronomo riuscì a parlare con un'altra persona che però per un fraintendimento sulla posizione celeste del fenomeno non riuscì a vedere nulla. Tornato in giardino vide anche lui con sua moglie questo secondo UAP compiere in modo fedele gli stessi movimenti ed effettuare le stesse variazioni d'intensità luminosa del primo. Richiamò per telefono ma ecco che un terzo corpo comparve in cielo, stavolta a coordinate un po' diverse ma con traiettoria e movimenti ancora paragonabili a quelli dei due precedenti. A questo punto l'astronomo prese una macchina fotografica analogica Yashica 635 Reflex con sistema a due lenti (da 80 mm di focale), la regolò su un'esposizione di alcuni minuti e tornò fuori sedendo su una sdraio. Fece alcuni scatti di prova ma preferì prendere un treppiede. Intanto il terzo oggetto, al contrario degli altri due, non era sparito. Dopo aver "sganciato" i due corpi era di luminosità assai debole (+5) e dunque seguibile ad occhio nudo con difficoltà. alle 18.45 comparvero insieme un quarto ed un quinto corpo simili agli altri. Effettuarono movimenti assai complessi ma diversi dai precedenti. L'astronomo cominciò allora le lunghe esposizioni fotografiche che aveva programmato. Alla fine però tutti e due scomparvero - prima uno e poi l'altro - rilasciando corpi minori simili a quelli già descritti. Quest'ultima fase osservativa si concluse intorno alle 19. Tutta la complicata manifestazione era stata dunque seguita per circa 45'. I due diversi rotoli di pellicola Kodak Verichrome Pan 120 furono sviluppati cinque giorni dopo da una macchina automatica presso il Lunar and Planetary Observatory dell'Arizona University. Dei sei spezzoni di pellicola esposti quattro mostravano gli UAP. Nel terzo, in particolare, si vedevano le fasi finali della manifestazione dell'UAP n. 2, inclusa la debole scia di uno dei due corpi minori rilasciati. Il quarto ed il quinto spezzone facevano vedere con una certa chiarezza gli UAP n. 3 e n. 5. L'ultimo mostra ancora quest'ultimo fenomeno insieme a Marte.

Il "Rapporto" preparato da Sturrock ricevette un'accoglienza modesta. Per l'Italia si può ricordare un aneddoto. Di esso ne fece dono J. A. Hynek nel maggio 1978, durante una visita nel nostro Paese, al direttore dell'Osservatorio astrofisico di Arcetri, Giuseppe Tagliaferri (1924-1984). A riprova del fatto che costui ne fu in qualche misura colpito sta un episodio verificatosi parecchi mesi dopo. L'11 febbraio del 1979 la Rai-Tv tramise un dibattito sui cosiddetti "UFO" in occasione di una puntata del programma televisivo "Acquario", presentato dal giornalista Maurizio Costanzo. Il fisico delle particelle Antonino Zichichi (n. 1929) svolgeva il ruolo di scettico radicale sul problema. Forse con una qualche sorpresa Zichichi si trovò a confrontarsi con un Tagliaferri ben più pragmatico di lui. L'astrofisico di presentò in studio tenendo in mano la copia del "Rapporto" Sturrock che gli aveva dato Hynek l'anno prima, con varie annotazioni.

Una ristampa del "Rapporto" Sturrock è reperibile in formato pdf negli archivi digitali del Journal of Scientific Eploration. Fu pubblicato in tre parti, nei numeri da 1 a 3 del vol. 8 del 1994.

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