lunedì 18 febbraio 2013

Le osservazioni di possibili UAP di astronomi ed astrofili: un semplice schema classificatorio

In occasione del sondaggio condotto nel 1980, l'astrofilo americano Gert Herb ideò un semplice sistema di classificazione - meramente fenomenologico - per suddividere in categorie tipologiche le osservazioni di presunti fenomeni aerei non identificati fatte da astrofili.
 
La classificazione Herb implica una griglia basata su due variabili.
 
- le dimensioni angolari stimate per il fenomeno osservato (se puntiforme od esteso),
 
- le caratteristiche del moto del fenomeno osservato (se uniforme o variabile).
 
In questo modo si ottenevano quattro classi numerate da 0 a 3. Una quinta classe, la 4, fu introdotta per isolare le osservazioni ravvicinate (non era tuttavia enunciato in maniera esplicita quale dovesse essere il criterio preciso di distanza per rientrare nella classe 4).
 
Classe e definizione:
 
Classe 0: fonte puntiforme dotata di moto uniforme
Classe 1: fonte estesa dotata di moto uniforme
Classe 2: fonte puntiforme dotata di moto variabile
Classe 3: fonte estesa dotata di moto variabile
Classe 4: fenomeno osservato a distanza ridotta a sufficienza "da non lasciare dubbi nell'osservatore sul fatto di aver osservato qualcosa di strano".
 
Chi gestisce questo blog e coordina il Progetto Clear Skies nel 2007 ha modificato in due punti il sistema Herb applicandolo poi alle osservazioni raccolte dal progetto.
 
a) è stata abolita la "classe 4" della classificazione originaria, sulla base delle considerazioni che il criterio "distanza del fenomeno dall'osservatore" interrompeva lo schema a due parametri dimensioni angolari/moto e che esso pareva estrinseca rispetto alle caratteristiche fenomenologiche. Le osservazioni ravvicinate sono pertanto assorbite a secondo dell'evenienza in quelle da 0 a 3;
 
b) per tutte le quattro classi è stata affiancata l'ulteriore specificazione "D" ed "N" a secondo che il fenomeno sia stato osservato in ore di luce o di buio (prima o dopo il tramonto locale) e - in sostanza - che esso sia stato osservato contro lo sfondo del cielo notturno oppure contro lo sfondo diurno. In questo senso assumono particolare rilevanza le possibili differenze fenomenologiche tra oggetti autoluminosi ed oggetti opachi o traslucidi riflettenti fonti luminose esterne ad essi. 
 
Per concludere con un esempio: un caso di tipo "3N" per il Progetto Clear Skies è quello in cui gli osservatori hanno visto in condizioni di luce notturna un corpo di dimensioni discrete compiere movimenti complessi (quali accelerazioni, fermate, moto spezzato, variazioni di distanza e quota, ecc.).
 
 


 




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