sabato 16 febbraio 2013

Le stime della NASA sul super-meteorite russo del 15 febbraio 2013

Questo blog si occupa per sua scelta di anomalie. In senso stretto, l'evento verificatosi nei cieli della Russia meridionale il 15 febbraio del 2013 non lo è.

Ma nella realtà, ed anche per qualche motivo che accenno in fondo a questo post, così non è, consideratene proporzioni e rarità.
 
In un'apposita pagina del sito della NASA figurano alcune stime preliminari dell'evento.
 
Le più recenti stabiliscono l'ora esatta dell'inizio del fenomeno nelle 09.20.26 ora locale (03.20.26 UTC). La disintegrazione avrebbe avuto luogo all'incirca sopra la città di Chelyabinsk.
 
Prima dell'ingresso nell'atmosfera terrestre l'oggetto avrebbe avuto un diametro di 17 m ed una massa pari a circa 10.000 tonnellate. L'energia rilasciata sarebbe stata di 500 kton.
 
Misure precise sono giunte dalla rete di sensori per ultrasuoni presenti un po' in tutto il mondo. Grazie ad esse ed ai calcoli effettuati da Peter Brown, dell'Università del Western Ontario (Canada), la NASA ritiene che dal momento dell'ingresso in atmosfera alla sua disintegrazione, che ha generato un vero e proprio treno di meteoriti di dimensioni più o meno rilevanti, sarebbero trascorsi 32,5 secondi.
 
Secondo Paul Chodas, del programma per i NEO del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (California) un evento del genere si verifica in media una volta ogni cento anni. Per dimensioni appare secondo soltanto a quello verificatosi nella regione russa della Tunguska il 30 giugno 1908.
 
Dal punto di vista della mia ricerca delle osservazioni di possibili UAP da parte di astronomi ed astrofili, ricordo che più volte, per il passato, non è facile distinguere nelle descrizioni fenomenologiche tra reali anomalie e problemi della percezione e della descrizione per quelli che in genere sono episodi riconducibili a bolidi.
 
Un caso interessante, che descriverò in un prossimo post, è quello dell'erudito ed astrofilo Antonio Brucalassi, nato ad Incisa Val d'Arno (Firenze) alla fine del XVIII secolo e morto nel 1866, che nel 1825 fu colui che, riferendo sulla stampa colta di mezza Europa una sua immaginifica descrizione testimoniale portò all'attenzione lo sciame delle Quadrantidi.

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