domenica 24 febbraio 2013

Un questionario per le osservazioni di Fenomeni aerei non identificati (UAP) di astronomi ed astrofili

Ogni volta che si viene a conoscenza di una possibile osservazione di un UAP da parte di un astronomo o di un astrofilo bisognerebbe preparare un accurato rapporto valutativo. E' però evidente che nessuno sarà mai in grado di raggiungere, contattare ed ottenere dagli osservatori la disponibilità e la fiducia che richiede questo procedimento complesso, in specie a questioni tanto controverse e quando la propria legittimazione come studioso è così precaria come nel caso di chi prova ad interessarsi di UAP con un taglio scientifico.
 
Per questo il Progetto Clear Skies ha pensato ad un'alternativa: uno strumento di supporto rappresentato da un questionario.
 
Per prepararlo si è tenuto conto sia di un precedente storico illustre sia di un modello più recente.
 
Il primo è il questionario che l'astrofisico Peter Sturrock impiegò per il suo sondaggio del 1975 dopo averlo pensato per i suoi colleghi. L'altro è quello adottato nel giugno del 2007 dal Groupement d'Etudes et d'Information sur les Phénomènes Aérospatiaux non-Identifiés (GEIPAN) del CNES francese, stavolta però non destinato ai professionisti ma agli astrofili.
 
I due modelli si somigliano ma presentano anche molte differenze. Quello americano sottende una grande fiducia nella disponibilità da parte degli osservatori a rispondere in modo assai preciso e dettagliato, impegnando una notevole quantità di tempo. Comprende 47 domande. Quello francese, invece, pur contando su un numero notevole di quesiti formula le richieste in maniera più concisa, meno articolata e comunque puntando di più su domande di tipo chiuso.
 
L'alternativa pensata dal Progetto Clear Skies vorrebbe rispondere all'esigenza di un equilibrio fra più angolature, ma sempre tenendo presente l'uso pratico dello strumento. E' infatti supposto che non si possa ragionevolmente sperare che nemmeno un osservatore con buona cultura tecnico-scientifica riempia parecchie pagine di risposte concernenti un argomento così poco dibattuto in ambito scientifico quali le osservazioni di UAP se non è davvero provvisto di una motivazione particolarmente alta.
 
A parte i dati anagrafici dell'osservatore (tutti protetti secondo la normativa di legge sulla protezione dei dati personali: il Progetto Clear Skies non pubblica in alcun modo generalità di osservatori italiani con cui entra in contatto se non quelli relativi a casi lontani nel tempo) una prima parte del questionario è volta a comprendere l'esperienza specifica dell'osservatore in campo astronomico: la sua formazione, la sua attività amatoriale o professionale.
 
Seguono poi le domande sull'osservazione. A parte quelle generali su data, orario, posizione esatta dell'osservatore, è chiesto se l'episodio è avvenuto in un contesto osservativo legato ad attività astronomiche oppure "per caso", in un quadro per così dire "non specifico".
 
La domanda sulle caratteristiche generali del fenomeno è volta ad ottenere una ricostruzione narrativa generale del fatto: ad avere cioè il "racconto" dell'episodio, ossia una narrazione di esso prima di passare ad una serie di dettagli.
 
Si passa dunque a quesiti concernenti durata, forma del fenomeno, eventuali variazioni nell'aspetto, colori osservati otticamente e loro eventuali mutamenti e sulle dimensioni angolari del fenomeno in gradi, minuti o secondi, o almeno ad un raffronto di esse rispetto alle dimensioni apparenti dei corpi celesti.
 
Se il fenomeno fosse stato osservato attraverso strumenti d'osservazione viene chiesto di indicare (anche con uno schizzo) quanto l'uso ne abbia cambiato la stima delle dimensioni apparenti rispetto all'occhio nudo.
 
Per l'intensità luminosa è chiesta una comparazione rispetto a quella dei corpi celesti (anche in questo caso con eventuali variazioni dovute all'uso di strumenti ottici). Altri dettagli riguardano le caratteristiche specifiche della luce.
 
Si passa poi alle domande relative alle caratteristiche di moto del fenomeno ed alla posizione (e variazioni) rispetto ai corpi celesti, a loro occultazioni o a frapposizioni rispetto a nubi, manufatti, alberi ecc.
 
Azimut di inizio e fine dell'osservazione, elevazione angolare rispetto all'orizzonte e sue variazioni, velocità angolare e - almeno - un tentativo di stima della distanza del fenomeno rispetto all'osservatore quando abbia un senso azzardarla completano questa parte.
Emissioni sonore, residui, scie o altro devono essere descritti con cura e nel questionario è chiesto pure di allegare un disegno di quanto visto.
 
Anche le condizioni meteo vanno riferite per poter valutare le condizioni di visibilità e di trasparenza atmosferica, non ultimo in relazione a possibili fenomeni di rifrazione, d'inversione del gradiente termico dell'atmosfera, ecc.
 
Una seconda parte riguarda l'eventuale uso di strumenti ottici durante l'osservazione. Tutti i dettagli tecnici sono naturalmente critici. Non ultimo va fatto capire per quanto tempo è stato possibile seguire il fenomeno con l'ausilio di binocoli, telescopi, ecc. e quali siano stati i particolari del fenomeno risolti grazie alle strumentazioni. In questo senso è opportuno sapere di eventuali difetti alla vista degli osservatori, dell'uso da parte loro di lenti correttive, ecc.
 
Una terza parte concerne fotografie, video ed altre eventuali registrazioni strumentali. Lo sforzo più importante da parte degli osservatori dovrebbe essere proprio quello di fornire (con la massima garanzia di riservatezza e non diffusione) questa evidenza al Progetto Clear Skies per una sua valutazione. 
 
Nel caso in cui siano stati misurati parametri di tipo fotometrico, radio, spettroscopico, radar o altro occorrerà dettagliare parte tutto quanto riguarda questo tipo di evidenza ottenuta. 
 
Infine, un ritorno al contesto generale osservativo, che non andrebbe mai dimenticato per non isolare eccessivamente l'evento rispetto alle condizioni in cui esso ha avuto luogo.
 
Sapere che cosa stava facendo l'osservatore subito prima del fatto, capire come si è avveduto del fenomeno, sapere che cosa ha pensato che potesse essere e che cosa ha fatto durante l'osservazione, come essa è terminata e - infine - che cosa egli ha fatto subito dopo di essa permette di situarlo meglio e fornisce elementi utilissimi sotto vari profili.
 
Se vi fossero stati altri testimoni, questi dovrebbero compilare in modo indipendente l'uno dall'altro il questionario.
 
In conclusione, si chiede se sia possibile fornire qualche interpretazione personale della natura del fenomeno osservato o registrato.
 
La prima richiesta del Progetto Clear Skies a chi legge ed in specie a chi ha avuto osservazioni di possibili fenomeni aerei non identificati è di compilare il questionario e di farlo pervenire al progetto via posta elettronica. Se conoscete altri astrofili od astronomi che vi hanno accennato ad esperienze simili e pensate sia possibile che ne siano rimasti incuriositi, segnalategli il blog del Progetto Clear Skies. Se potete, diffondete il questionario fra i vostri colleghi astrofili spiegandone le finalità.
 
Soprattutto - e mi rendo di chiedere parecchio - vi chiedo di essere fiduciosi nelle intenzioni, negli scopi, nella natura di questa iniziativa e nell'orientamento scientifico che anima il Progetto Clear Skies. Se il web è preda dei credenti nelle visite aliene noi non possiamo farci molto. Ma il problema delle cause dei fenomeni rimane. Anche per parecchi fra quelli di cui si occupa Clear Skies.
 
Se volete, potete scaricare qui il questionario.
 
 
 

 

Nessun commento:

Posta un commento