giovedì 4 aprile 2013

Inghilterra 1846: "una piccola nebulosa gialla"

The Athenaeum fu un illustre settimanale letterario inglese del XIX secolo.  Pubblicato a Londra dal 1828 al 1923, popolarizzò anche molte questioni scientifiche e fra le altre le osservazioni astronomiche e quelle meteorologiche.
 
E' solo grazie ad un'altra rivista del tempo, The Magazine of Science - che riprodusse nel suo volume del 1846 (p. 353) una lettera pubblicata in The Athenaeum in una data precedente a me ignota - che sono giunto al corrente di questa osservazione. Sarebbe importante risalire alla fonte primaria della vicenda.
 
Non sono in grado di riferire con precisione nemmeno la data esatta del fatto: chi scrisse in origine la lettera riprodotta dal Magazine of Science, l'astrofilo J. T. Goddard, parlò della "sera di sabato scorso". Anche la località inglese dell'episodio non è chiara.
 
Ecco tutti i particolari noti.
 
Alle 23.50 ora di Londra, con il cielo perfettamente chiaro e con le stelle che brillavano di una luce nettissima, dopo che ebbi scrutato la volta celeste con cura e dopo aver fatto alcune osservazioni comparative della brillantezza delle stelle visibili nei pressi di Arturo, d'improvviso la mia attenzione fu attratta dalla comparsa di una debole luce che si trovava nella costellazione dei Cani da Caccia, simile ad una piccola nebulosa di una grandezza pari circa a quella di una stella di quarta magnitudine ma di un distinto colore giallo.

Dato che conosco bene quella porzione di cielo fui subito colpito da quell'apparizione, tanto che corsi in gran fretta al mio telescopio, che sebbene abbia un modesto potere d'ingrandimento possiede una buona capacità di messa a fuoco ed è molto luminoso. Priva di distorsione, essa apparve come quattro piccole stelle con al centro una nebulosa di una tinta arancio: da Alfa dei Cani da Caccia si mosse lentamente verso la Chioma di Berenice diventando più brillante.

La seguii per circa due minuti, quando scomparve ad AR 12h 2m Dec 10° 5' N. La sua altezza rispetto alla Terra probabilmente era considerevole ma non quantificabile da un singolo osservatore.

Goddard concludeva chiedendo ad eventuali altri osservatori inglesi di farsi avanti in particolare per ottenere l'altezza precisa del fenomeno, e domandandosi se gli addetti ai fari marittimi non avrebbero potuto dedicarsi in modo sistematico all'osservazione delle meteore.


(Caso 1532 UK 1846 del catalogo Clear Skies)


AGGIORNAMENTO

Lo stesso giorno della pubblicazione di questo post, il fisico  ed astronomo Albino Carbognani, informato di queste notizie, così ne ha commentato il contenuto sul suo profilo Facebook:

"Sembra la descrizione di un piccolo asteroide NEA con struttura a rubble pile che si frammenta durante un flyby stretto con la Terra in seguito agli effetti di marea. Le quattro stelline osservate sarebbero i frammenti dell'asteroide originario, mentre la nebulosa arancione sono le polveri disperse nello spazio in seguito alla frammentazione ed illuminate dal Sole. Probabilmente l'oggetto è sparito perché è entrato nel cono d'ombra della Terra".

Ringrazio il dott. Carbognani per l'intervento e per l'autorizzazione alla pubblicazione del suo parere.

 
  

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