lunedì 8 aprile 2013

Isole Barbados, 7 dicembre 1978: una grande "Luna verde" tra le nubi

Il Journal of the Royal Astronomical Society of Canada esce a Toronto sin dal 1907. Seppur di rado, nemmeno questa rivista ha disdegnato in qualche occasione di pubblicare articoli in cui si descrivono osservazioni di presunti UAP ad opera di astrofili.
 
Uno di questi è quello firmato da Philip A. Stahl, della Barbados Astronomical Society, fondata nel 1956. Nel numero 3 (vol. 74) del 1980 del Journal, alle pp. 168-172 comparve il suo  articolo "Transient Optical Phenomena of the Atmosphere - A Case Study" in cui egli riferiva quanto era capitato meno di due anni prima all'astrofila Marjorie Fields, tra i fondatori della Barbados Astronomical Society, ed a suo figlio Richard Fields, ingegnere elettronico.

Ecco il report osservativo di M. Fields.

Il 7 dicembre 1978, alle 22.30 ora standard dell'Atlantico ero in piedi fuori dalla mia veranda, che guarda verso nord. Il cielo era completamente coperto e non si vedeva nemmeno una stella. La Luna era ad un giorno dopo il primo quarto e doveva trovarsi ancora ben visibile ad ovest. All'improvviso, di fronte a noi apparve un grande oggetto luminoso verde di dimensioni all'incirca pari a quelle della Luna piena quando appare all'orizzonte o prossima ad esso. Giunse da dietro una massa nuvolosa e scomparve dietro un'altra massa di nubi muovendosi in orizzontale da est verso ovest. Ne stimai la velocità angolare a cinque gradi al secondo.

Intorno ad esso le nubi furono illuminate da una luce verde brillante (non da un verde pallido). L'oggetto era rotondo, del tutto circolare. Non sembrava metallico. I contorni erano netti. Il modo migliore per descriverlo è chiamarlo una "Luna verde". Scomparve rapidamente così come era apparso, non in modo graduale. Fu osservato soltanto per un breve arco, non superiore ai dieci gradi. L'altezza rimase costante e la stimai in 30 gradi. Osservai l'oggetto per circa due secondi.

Nel prosieguo dell'articolo l'Autore cercava di avanzare una serie di ipotesi per render conto dell'avvistamento. Dopo aver scartato la possibilità di un miraggio ottico sia a causa delle condizioni meteorologiche prevalenti sia per l'angolo di elevazione riferito si diceva scettico che potesse essersi trattato di un qualche tipo di velivolo convenzionale, e questo a causa dei seri problemi che ponevano sia il comportamento sia la luminosità del fenomeno.
Invece si soffermava in maggior profondità su altre eventualità:

1. Un bolide

Secondo Stahl ad un primo sguardo si sarebbe detto che avrebbe potuto trattarsi di un fenomeno bolidare. Cominciava però col notare che sia a causa della brevità dell'avvistamento sia  per l'impossibilità di effettuare comparazioni, la stima della brillantezza fatta da Fields doveva essere accolta con prudenza.
Sosteneva poi che anche gli osservatori di meteore più addestrati avevano difficoltà nello stimare oggetti di luminosità < -6.0 mag. Inoltre, quando si tratta di oggetti molto brillanti (ad esempio, di luminosità molto superiore a quella di Venere) l'osservatore tende a descriverne la magnitudine come pari a quella della Luna piena o di un suo quarto. Quanto alle dimensioni apparenti, senza possibilità di confronti con altri oggetti quelle del fenomeno a suo avviso in realtà avrebbero potuto oscillare fra 10'arc ed 1°.
Ciò detto, le condizioni della copertura nuvolosa al momento del fatto militavano contro l'ipotesi meteorica. Fields aveva riferito che non c'erano stelle visibili e dunque l'oggetto doveva trovarsi fra alcuni nubi basse poste contro lo sfondo di strati di nuvole più alte. Una meteora avrebbe dovuto trovarsi sopra questi strati e perciò avrebbe subito un'attenuazione della luminosità pari a 5 mag o anche di più.
Dunque, avrebbe dovuto trattarsi di un bolide luminosissimo: ma nessuna segnalazione simile giunse al riguardo all'Ufficio Meteorologico Caraibico delle Isole Barbados o all'Harry Bailey Observatory, dove proprio in quel momento c'era del personale in attività.
Si doveva quindi pensare ad una causa più localizzata.

2. Un fulmine globulare

E' questa la soluzione che a Stahl appariva più plausibile: costanza dimensionale e di luminosità, forma sferica e durata breve lo facevano propendere per un fulmine globulare.
Era però costretto a discutere dimensioni angolari e distanza descritte dall'osservatrice: per essere coerente con la mediana dei diametri dei BL nota dalla poca letteratura che aveva presente nel suo articolo, Fields avrebbe dovuto sovrastimare la distanza e le dimensioni dell'oggetto a causa della difficoltà a valutarne la collocazione spaziale in mancanza di punti di riferimenti e del cielo notturno coperto.
In questo modo Stahl giungeva a pensare ad un corpo distante non più di 50 m da Fields.

Pur dicendosi soddisfatto della spiegazione proposta l'Autore concludeva accennando ad altre due "ipotesi altamente speculative considerate per completezza":
a)  un manufatto extraterrestre, considerato "estremamente improbabile": se non altro, si doveva ammettere che, per quanto noto all'Autore, i BL alle Barbados non erano mai stati registrati;
b) un fenomeno ottico o meteorologico sconosciuto: "è concepibile che esistano fenomeni atmosferici che devono essere ancora incorporati nel quadro concettuale ed empirico delle scienze. Occorre tuttavia chiedersi se sia bene considerare un'ipotesi del genere per un'osservazione che può essere spiegata in modo adeguato in termini più familiari".

Come visto, per cercare di spiegare l'oggetto come un BL Stahl aveva dovuto fare alcune inferenze sulla percezione di oggetti molto luminosi visti contro lo sfondo del cielo.

Proprio nell'anno in cui uscì quell'articolo, Richard F. Haines, uno psicologo della percezione che nel 2000 darà vita al National Aviation Reporting Center on Anomalous Phenomena, aveva pubblicato un classico che tutti gl'interessati allo studio scientifico dei possibili UAP dovrebbero procurarsi acquistandolo via web: si  tratta di Observing UFOs (Burnham/Nelson-Hall, 1980), un volume che a dispetto del titolo è il solo trattato di ottica pensato in modo esplicito per chi vuole occuparsi dei problemi posti dalla valutazione dei report osservativi degli UAP.


(Caso 1398 BBD 1978 del Catalogo Clear Skies)

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